Google sta portando avanti lo sviluppo di un nuovo sistema che permetterà ai web publishers di inviare automaticamente nuovi contenuti al motore di ricerca per l’indicizzazione in pochi secondi. Siamo quindi all’inizio di quella nuova fare di evoluzione dei motori di ricerca che da tempo andiamo predicando e che cambierà significativamente l’approccio al web da parte di webmater ed aziende.
Il progetto di google si chiama PubSubHubbub (o PuSH) ed é concettualmente un protocollo di syndication in tempo reale basato sul formato Atom. Tramite esso, Google potrà indicizzare il web in modalità push invece del tradizionale crawl (la navigazione, da parte del googlebot dei siti che trova sulla rete).
Pubsubhubbub consentira’ agli utenti di ricevere gli aggiornamenti appena pubblicati in tempo reale invece di richiederli al publisher. Il contenuto viene inviato ad uno Hub, che a sua volta si attiva per inviare gli aggiornamenti agli iscritti in pochi secondi dal momento della pubblicazione. Pubsubhubbub è un protocollo aperto, e potrà essere utilizzato anche dai motori di ricerca concorrenti come Bing e Yahoo.
Google sta letteralmente invadendo il mercato delle applicazioni on-line. E’ di pochi giorni fa la notizia di una nuova estensione di un servizio già presente sul mercato. Stiamo parlando di Google Chart Tools, servizio che permette agli utenti di sviluppare in modo semplice e rapido strutture grafiche basate su diagrammi, istogrammi, animazioni, codici a barre ed altre raffigurazioni da poter portare sulle proprie pagine web.
Le possibilità offerte sono moltissime e nella nuova estensione Google le distingue in due tipologie. La prima è composta da tutto quel che è possibile ottenere grazie alle “Chart API“, il cui rendering è in mano ai server Google «in risposta ad una semplice richiesta URL»: facili da gestire, facili da condividere, facili da utilizzare. Sotto questa tipologia Google include, oltre ad una estesa galleria di grafici, le “Dynamic Icons“, i “QR Codes” e le formule matematiche. I requisiti richiesti per l’implementazione dei vari codici sono minimi, dunque con un piccolo impegno gran parte dell’utenza potrà farne uso.
La seconda tipologia indicata è tramite “Visualization API“: i grafici sono interattivi, sviluppati tramite JavaScript e costruiti attorno a fonti di dati quali Oracle PL/SQL o anche Google Spreadsheet. Trattasi in questo caso di un prodotto di maggior spessore, di differente implementazione ed in grado di offrire grandi opportunità in quanto dinamicamente basato su database in grado di mutare nel tempo.


marzo 5, 2010 in 

