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audiweb 2010Il costante monitoraggio di Audiweb sull’uso di internet da parte degli Italiani ci consente di fare il punto sull’adozione dei nuovi media da parte del pubblico. Nel mese di febbraio 2010 sono stat 22,9 milioni gli utenti italiani attivi sulla rete, con una media di 11,8 milioni al giorno. La durata delle connessioni è stata di 1 ora e 41 minuti per 182 pagine viste in media a persona.
L’aumento sullo stesso periodo del 2009 é stato del 13% (+16,9% gli utenti attivi nel giorno medio). sono in flessione  del 7,1% delle pagine viste e del 6,7% il tempo dedicato». Il rapporto tra uomini e donne che navigano é grossomodo di sei a cinque..

Quanto al profilo demografico, il 45% dei navigatori italiani ha un’età di 35-54 anni, mentre il 22% ha tra i 25 ed i 34 anni.gli italiani navigano maggiormante nei giorni lavorativi (lunedì – venerdì) con 12,4 milioni di utenti attivi, 184 pagine viste per 1 ora e 41 minuti per persona nel giorno medio. Nel week end invece sono 10,3 milioni gli utenti attivi, che consultano mediamente 175 pagine per persona.

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Il marketing dei Social Network è un’attività che richiede molta più dedizione di tempo e risorse rispetto al marketing dei motori di ricerca. Questo perchè per la natura stessa dello strumento, i Social Network si adattano perfettamente alle tecniche di content seeding e dunque necessitano di continui aggiornamenti e di contenuti interessanti e controversi (per far scaturire dibattiti e commenti). La scelta del Social Network su cui promuovere la propria azienda diventa quindi cruciale per bilanciare il rapporto costi/benefici.

Vediamo oggi come mai è preferibile puntare le proprie risorse su Facebook piuttosto che su Myspace, con l’aiuto di qualche grafico.

1) Myspace non commpare nei Top 10 siti mondiali di Alexa.com (il principale misuratore del traffico dei siti) mentre Facebook è al secondo posto;
2) Facebook ha superato Myspace come visite quotidiane;

myspace-vs-facebook-may-09

Traffico Myspace vs Facebook nel MAggio 2009

3) I profili di Myspace non compaiono nei primi posti delle ricerche per nome su google (quelli di cFacebook si);
4) I capitali degli inse4rzionisti si stanno spostando su Facebook e Twitter;

Advertiser Spending on social Networks

Advertiser Spending sui Social Networks

Da questi primi elementi appare chiaro che, finchè non si presenterà sul mercato un nuovo Social Network killer, Facebook rimane l’ambito più interessante su cui investire.

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L’epoca dei blog e dei social network ha dato origine ad una serie di siti, indispensabili per il buon consulente di search engine marketing: i topic tracker. Si tratta di siti specializzati nel “dragare” il web alla ricerca di conversazioni, post e commenti con lo scopo di categorizzarli e sintetizzare in appositi report le tematiche (topic) di discussione più frequenti.
Riportiamo una lista di siti che offrono questi servizi.

Servizi che forniscono report via e-mail o rss

Siti senza esportazione di report

Questi siti non inviano report periodici, per cui è necessario connettersi per aggiornare le proprie ricerche .

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Google e Twitter

Google e Twitter

Riportiamo alcuni estratti di un’intervista a Amit Singhal, noto “Google Fellow”, che spiega come Google indicizza Twitter.

Se moltissime persone ti seguono su Twitter, e tu segui qualcuno – anche se questo qualcuno è nuovo e non ha un sacco di follower – il tweet di questa persona è considerato prezioso, perchè i suoi follower hanno, di conseguenza, un grosso seguito. Un utente che segue un altro in un social media, è analogo ad una pagina che linka un’altra sul web. Entrambe sono forme di “raccomandazione”. Quando delle pagine di alta qualità linkano un’altra pagina sul web, la qualità della pagina linkata sale. Allo stesso modo, nei social media, se un utente affidabile e riconosciuto segue un altro utente, la qualità dei follower di questo sale.”

Altro problema, l’estrarre il segnale dal rumore. Google riusce ad estrarre il “segnale” analizzando i termini ricorrenti nei vari tweet (ma anche nei blog), e la vicinanza di questi termini con la parola chiave in questione. In questo modo, riesce ad inserire risultati rilevanti in real-time anche su termini di ricerca molto comuni.

In futuro, sia Twitter che Google sperano di migliorare la pertinenza delle ricerche in tutti i contesti grazie all’aggiunta dei dati geolocalizzati. “La real-time search sta evolvendo” dice Dylan Casey, product manager di Google. “Parlo regolarmente con i ragazzi di Twitter per capire quale direzione dare alle nuove feature. Riceviamo feedback, diamo dei feedback, collaboriamo. E’ realmente un rapporto simbiotico”.

Riassumendo: Google strizza l’occhio a Twitter ma mantiene forte l’interesse nei confronti del “vecchio web” (quello dei siti e dei blog), e probabilmente farà in modo di accelerare l’indicizzazione e la pubblicazione in SERP di contenuti freschi provenienti dalle tradizionali pagine web (siano questi notizie, articoli o post).

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Una semplice metafora per capire l’importanza della targettizzazione di una campagna on-line è quella della gita fuori porta in automobile. Prima di partire per il viaggio naturalmente riforniamo la nostra macchina di benzina. Il pieno (i.e. il nostro budget per le campagne webmarketing) ci garantisce, in base al consumo chilometrico dichiarato dalla casa produttice, un raggio di autonomia teorica di diciamo 300 chilometri (i.e. il potenziale di click garantito dal budget su Google) per raggiungere le destinazioni che più gradiamo. Mettendoci in viaggio però ci rendiamo conto che ci sono variabili che incidono fortemente sull’autonomia: lo stato delle gomme, la qualità del manto stradale, il peso dei bagagli che abbiamo caricato sull’autovettura. L’autonomia potrebbe in definitiva variare da 280 a 320 chilometri (i.e. l’impatto della scelta delle keyword sui costi), a parità di pieno!
Non basta. Se siamo partiti senza una buona cartina stradale rischiamo di perderci le bellezze paesaggistiche o di non vedere quelle che stiamo cercando… insomma ci accorgiamo di aver sprecato tempo (e denaro) per un giro poco soddisfacente.

L’esperienza di una campagna di webmarketing insegna che la il lavoro preparatorio è cruciale: la profilazione dei canali di promozione e delle keywork determina, prima di ogni altra cosa, l’impatto delle attività di promozione sul ritorno dall’investimento per il cliente.

A dare credito a questa impostazione, Forrester Research ha recentemente evidenziato in un recente rapporto come chi invia email con contenuti profilati sulla base di dati segmentati ottiene risultati dalle 4 alle 6 volte superiori (a seconda del tipo di segmentazione) di chi invia lo stesso messaggio a tutti gli utenti.

targettizzazione e roi

Targettizzazione e Roi

Purtroppo in Italia troppo spesso chi gestisce la visibilità on-line si ferma a quel comodo risultato che è il volume di click generati da Google Adwords. Prendere questa cifra come argomento di vendita verso i clienti non solo è incorretto, ma addirittura dannoso, perchè quasi mai permette loro di apprezzare un incremento del giro di affari.

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Video e Applicazioni Virali

viral videoTra le opportunità che il social media marketing offre per la comunicazione aziendale, una di quelle che che promette elevati ritorni in termini di traffico a costi particolarmente concorrenziali è lo sviluppo di applicazioni virali.

Sul web, è noto, transitano abitualmente messaggi pubblicitari molto semplici (banner, newsletter) che raggiungono più o meno efficacemente il loro target, ma difettano di valore perché devono sottostare a rigide regole in termini di spazio occupato, durata, ricchezza grafica. La prospettiva che ora si apre è di veicolare sul web veri e propri spot pubblicitari. Non stiamo parlando di costose produzioni con budget elevati, bensì di clip multimediali appositamente studiate per il pubblico di internet.

Con oltre 200 milioni di video scaricati al giorno sui primi cinque siti specializzati e punte di 40 milioni di visioni per singolo video, la potenziale platea per uno spot pubblicitario trasmesso via internet è enorme, mentre i costi di “messa in onda” sono una frazione rispetto a quelli richiesti da qualunque canale televisivo tradizionale.

Chi cerca video online ha come riferimento principale YouTube.com. Su questo sito, che ormai simbolizza nell’immaginario collettivo la distribuzione video di massa, transita c qualcosa come il 43% di tutti i video scaricati dalla rete. In seconda posizione figura MySpace Video con il 24.2% e Yahoo Video Search con il 9.58%.

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Viral Marketing

viral marketingParlare di marketing “virale” significa parlare di una strategia di comunicazione e di pubblicità, basata sul passaparola che, se funziona, porta elevati risultati in termini di visibilità sul web a fronte di investimenti pubblicitari contenuti.

Il viral marketing contempla attività che incoraggiano i singoli a passare ad altri un messaggio pubblicitario, creando il potenziale per la crescita esponenziale del messaggio stesso.

L’efficacia del viral marketing si basa sull’interesse di un navigatore nel trasmettere ad altri navigatori un messaggio pubblicitario.

Nessuno però volontariamente ha interesse di trasmettere un messaggio pubblicitario in modo gratuito, per cui come riesce a funzionare il marketing virale?
Funziona quando si trova un’idea, un motivo, un’iniziativa che susciti un’approvazione tale da spingere la gente a comunicarla ai propri conoscenti. È il caso dei filmati pubblicitari divertenti che circolano su internet sotto forma di catena di Sant’Antonio. Spesso i filmati sono stati studiati ad arte dall’azienda sponsor per far leva sull’effetto “passaparola”.

Facciamo un altro esempio di viral marketing:

Uno dei siti più visitati al mondo è stato ed è tuttora, Hotmail.com.
Hotmail.com è stato uno dei primi siti a offrire gratuitamente un servizio di posta elettronica. Il fatto che sia diventato leader nei servizi e-mail, e non solo, è sicuramente dovuto alla strategia di viral marketing adottata sin dall’inizio.

La strategia marketing di Hotmail è riassumibile in due punti:

  1. Fornire un servizio e-mail gratuito
  2. Aggiungere a ogni messaggio e-mail un messaggio, non invasivo, che dice: “Ottieni la tua casella e-mail privata e gratis con www.hotmail.com”

Ogni utente di Hotmail, spedendo messaggi a decine e centinaia di persone, ha fatto una potentissima pubblicità del sito, anche perché il “testimonial” era assolutamente credibile: lui usava un ottimo servizio di mail gratuito e lo proponeva – inconsapevolmente – ai suoi amici e conoscenti.

Come è evidente, il viral marketing ha dei costi bassissimi (come l’aggiunta di una tag in coda alla mail) e ha un effetto esponenziale difficilmente valutabile. Quando Hotmail si affermò nel Web erano pochissimi e poco conosciuti i siti che offrivano un servizio simile, gratuitamente.

Per dare un’idea del potenziale di diffusione del viral marketing, un’immagine è ancora più significativa di molte parole:

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Questo è il viral marketing: un messaggio che, come un virus, si sparge tra il popolo del Web.
Nessun’altra strategia di marketing ha un potere di crescita paragonabile e, inoltre, il viral marketing comporta uno sforzo effettivo soltanto in fase di start-up. La vera e propria fase di crescita, la fase esplosiva, è tutta nelle mani di singoli attori che spesso non si rendono nemmeno conto di partecipare a un processo di diffusione di un messaggio pubblicitario. Questa sorta di “incoscienza” è forse il vero punto di forza del marketing virale.

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Facebook Advertising

logo facebookFacebook è il Social Network che cresce con i tassi più significativi in Europa ed in Italia. I dati del 2008 sono impressionanti: Facebook è avanzato del 961% nell’ anno (vedi i dati dell’Osservatorio Facebook per maggiori dettagli).

Si può fare promozione su  Facebook in diversi modi. Il primo è di utilizzare Facebook Ads, il sistema di annunci pubblicitari di Facebook che ricorda i “Link sponsorizzati” di  Google AdWords.

Facebook Ads dà la possibilità  di creare messaggi di Adv che si basano su link alle pagine che si vuole fare visitare ai destinatari della promozione. Nel messaggio si può anche inserire una immagine, persuasiva e possibilmente pertinentel. Impostando un messaggio promozionale col sistema di advertising di Facebook si possono scegliere in maniera mirata i destinatari del messaggio.

La possibilità di targettizzare è la principale forza di Facebook Ads. Infatti si può scegliere di far comparire un messaggio ad utenti che hanno una certa età, che si trovano in una posizione geografica presisa, con delle preferenze sessuali e politiche, con determinati hobbies e così via.

Con Facebook Ads si può scegliere di pagare per impression, quindi per visualizzazioni (il  Pay Per Views), oppure pagare per click ricevuti dall’annuncio (il Pay Per Click).
Si può impostare un budget giornaliero, gli orari e la durata della campagna.

Successivamente si può monitorare ed ottimizzare l’andamento della campagna attraverso gli strumenti di analisi.

Il servizio offerto da NeWS  consente di affrontare una campagna di keyword Advertising fin dal principio, e copre le seguenti fasi:

  • Definizione degli obiettivi quantitativi della campagna
  • Impostazione dei parametri di base del target di utenza: sesso, età, professione, localizzazione geografica e linguistica, parole chiave
  • Creatività testuale e grafica degli annunci
  • Monitoraggio delle statistiche dell’annuncio

Per maggiori informazioni, contattateci e vi forniremo la documentazione del servizio.

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Keyword Advertising

I principali motori affiancano ai risultati del posizionamento organico una serie di risultati sponsorizzati, che sono raggiungibili mediante pagamento di una tariffa pubblicitaria. E’ infatti possibile creare annunci personalizzati che appaiano tra i risultati di un motore di ricerca quando un utente inserisce una o più parole chiave specifiche. La tecnica di promozione tramite annunci a pagamento sui motori di ricerca si chiama Keyword Advertising.

Nel Keyword Advertising, l’inserzionista paga solamente per gli accessi che riceve sul proprio sito, sulla base di un conteggio dei click che l’annuncio riceve valorizzato per la tariffa a click. L’acquisto della posizione più visibile avviene tramite un meccanismo ad asta che reagisce alle offerte che gli inserzionisti immettono. Ne deriva che il costo per click di una certa parola chiave sarà tanto maggiore tanto più elevata è la concorrenza su di essa.
Il Keyword Advertising è quindi una forma di  pubblicità che si basa – e viene mostrata – solamente in corrispondenza delle ricerche che ci interessano (keyword).

I vantaggi di una campagna in Keyword Advertising
Il Keyword Advertising è sicuramente uno dei più innovativi strumenti pubblicitari che siano oggi a disposizione degli investitori, non solo online. La creazione e la corretta gestione di una campagna in Pay per Click permette di ricevere visitatori fortemente in target evitare al massimo la dispersione favorendo di conseguenza la generazione a basso costo di contatti, lead o vendite.

Esistono diversi circuiti in Pay per Click. I più noti e diffusi in Italia sono Google Adwords e Yahoo! Search Marketing, ma ormai si stanno affacciando realtà come Facebook e Twitter. La sofisticazione dei sistemi di posizionamento permette oggi di:

  • Far comparire annunci sul motore di ricerca e su un network di siti terzi affiliati al circuito
  • Selezionare le catogorie merceologiche di appartenenza dei siti su cui fare comparere gli annunci
  • Filtrare le campagne per lingua, paese, regione
  • Filtrare, con buona approssimazione, il target di utenza per sesso, età, interessi
  • Monitorare con statistiche molto precise l’efficacia delle campagne di webmarketing

Il servizio offerto da NeWS  consente di affrontare una campagna di Keyword Advertising fin dal principio, e copre le seguenti fasi:

  • Definizione degli obiettivi della campagna sia in termini qualitativi, sia in termini quantitativo (con il metodo dei Key Performance Indexes – KPI)
  • Impostazione i parametri di base della campagna: canali e siti web, localizzazione geografica e linguistica, parole chiave
  • Creatività testuale e grafica degli annunci
  • Filtrare, con buona approssimazione, il target di utenza per sesso, età, interessi
  • Monitoraggio delle statistiche e dei KPI

Per maggiori informazioni, contattateci e vi forniremo la documentazione del servizio.

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Le terminologie abitualmente utilizzate dagli specialisti di webmarketing spesso confondono i non addetti ai lavori. Con questo breve articolo cerchiamo di capire la differenza tra le due tecniche più citate quando si tratta di promuovere siti internet sui motori di ricerca e cioè SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing).

Quando si parla di promozione siti web sui motori di ricerca, si fa riferimento principalmente a due discipline:
  • la Search Engine Optimization (SEO)
  • il Search Egine Marketing (SEM)
Posizionamento Organico

Posizionamento Organico

La Search Engine Optimization (SEO) comprende tutte quelle attività messe in atto da un professionista dei motori di ricerca allo scopo di migliorare il posizionamento delle pagine di un sito web sulle pagine dei risultati organici dei principali motori di ricerca come Google, Yahoo e Bing. Si tratta, in parole povere, dei risultati che compaiono nel blocco di centro-sinistra della tipica pagina dei motori di ricerca.

Il consulente di Search Engine Optimization viene definito con il termine di SEO Specialist (o specialista SEO, o consulente SEO in italiano) e le sue attività si concentrano principalmente su fattori di posizionamento “on-site”, cioè elementi riguardanti l’ottimizzazione dell’architettura di un sito, delle sue singole pagine e di tutti gli elementi di contenuto che lo compongono.

Search Engine Marketing

Search Engine Marketing

Il Search Engine Marketing (SEM) indica l’insieme delle attività di web marketing svolte per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web attraverso i motori di ricerca. Si tratta dunque di una materia più ampia del SEO, che parte da obiettivi più generici di incremento della reperibilità di un sito internet sui motori di ricerca e che contempla azioni anche “off-site”, come il copywiting (la predisposizione di contenuti ottimizzati simili a comuniati stampa da divulgare sul web), l’article marketing (la pubblicazione di comunicati stampa su appositi siti), il link building (l’incremento dei siti che fanno riferimento al nostro sito mediante link) ed altre.

Il consulente che si occupa di Search Engine Marketing viene indicato col termine SEM Specialist si occupa altresi’ di pianificare e gestire campagne Pay per Click, di incrementare la link popularity attuando strategie di link building e, come detto, di valutare i ritorni delle azioni intraprese tramite appositi strumenti di analisi (web analytics).