Il marketing dei Social Network è un’attività che richiede molta più dedizione di tempo e risorse rispetto al marketing dei motori di ricerca. Questo perchè per la natura stessa dello strumento, i Social Network si adattano perfettamente alle tecniche di content seeding e dunque necessitano di continui aggiornamenti e di contenuti interessanti e controversi (per far scaturire dibattiti e commenti). La scelta del Social Network su cui promuovere la propria azienda diventa quindi cruciale per bilanciare il rapporto costi/benefici.
Vediamo oggi come mai è preferibile puntare le proprie risorse su Facebook piuttosto che su Myspace, con l’aiuto di qualche grafico.
1) Myspace non commpare nei Top 10 siti mondiali di Alexa.com (il principale misuratore del traffico dei siti) mentre Facebook è al secondo posto;
2) Facebook ha superato Myspace come visite quotidiane;
3) I profili di Myspace non compaiono nei primi posti delle ricerche per nome su google (quelli di cFacebook si);
4) I capitali degli inse4rzionisti si stanno spostando su Facebook e Twitter;
Da questi primi elementi appare chiaro che, finchè non si presenterà sul mercato un nuovo Social Network killer, Facebook rimane l’ambito più interessante su cui investire.
Riportiamo alcuni estratti di un’intervista a Amit Singhal, noto “Google Fellow”, che spiega come Google indicizza Twitter.
Se moltissime persone ti seguono su Twitter, e tu segui qualcuno – anche se questo qualcuno è nuovo e non ha un sacco di follower – il tweet di questa persona è considerato prezioso, perchè i suoi follower hanno, di conseguenza, un grosso seguito. Un utente che segue un altro in un social media, è analogo ad una pagina che linka un’altra sul web. Entrambe sono forme di “raccomandazione”. Quando delle pagine di alta qualità linkano un’altra pagina sul web, la qualità della pagina linkata sale. Allo stesso modo, nei social media, se un utente affidabile e riconosciuto segue un altro utente, la qualità dei follower di questo sale.”
Altro problema, l’estrarre il segnale dal rumore. Google riusce ad estrarre il “segnale” analizzando i termini ricorrenti nei vari tweet (ma anche nei blog), e la vicinanza di questi termini con la parola chiave in questione. In questo modo, riesce ad inserire risultati rilevanti in real-time anche su termini di ricerca molto comuni.
In futuro, sia Twitter che Google sperano di migliorare la pertinenza delle ricerche in tutti i contesti grazie all’aggiunta dei dati geolocalizzati. “La real-time search sta evolvendo” dice Dylan Casey, product manager di Google. “Parlo regolarmente con i ragazzi di Twitter per capire quale direzione dare alle nuove feature. Riceviamo feedback, diamo dei feedback, collaboriamo. E’ realmente un rapporto simbiotico”.
Riassumendo: Google strizza l’occhio a Twitter ma mantiene forte l’interesse nei confronti del “vecchio web” (quello dei siti e dei blog), e probabilmente farà in modo di accelerare l’indicizzazione e la pubblicazione in SERP di contenuti freschi provenienti dalle tradizionali pagine web (siano questi notizie, articoli o post).
Stanchi di ricevere messaggi e applicazioni sui social network ? Desiderate recuperare la pryvacy perduta? Ecco un’interessante applicazione che permette di rimuovere i nostri profili sui social network in un unico passo senza perdere tanto tempo con le procedure manuali.
Si chiama Web 2.0 Suicide Machine, ed è possibile utilizzarla per non lasciare più traccia in Twitter, MySpace, LinkedIn e Facebook. E’ un servizio molto utile per dare un taglio netto ai nostri profili digitali, senza addentrarci negli “antri” di ogni social network per scovare quel pulsantino “Rimuovi” che perfino in Twitter fino a tempo fa era impossibile trovare, oltre per tutti quelli che ancora oggi in rete scrivono guide su come cancellarsi definitivamente da Facebook.


febbraio 2, 2010 in 


